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01. Dalla terra al cielo
02. La disciplina della terra
03. Hybrid maps
04. Al di lŕ della terra, il mare
05. Strange Fruits
06. Mineros
07. OpenShow
08. Arte tra le note
 
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PAV - Progetto Arti Visive


Marina Abramovic, Barbara Ardau e Mimmo Di Caterino, Francesco Arena, Progetto ASKOS (Chiara Schirru e Michele Mereu), Ermenegildo Atzori, AZ.namusn.arT, Fabio Barisani, Matteo Basilé, Pietruccia Bassu, Leonardo Boscani, Gusy Calia, Zaza Calzia, Maria Magdalena Campos-Pons, Efisio e Nicola Caredda, Francesco Carone, Federico Carta, Paolo Carta, Simone Carta, Andrea Casciu, Gea Casolaro, Giulia Casula, Tonino Casula, Giancarlo Catta, Patrizia Cau, Erik Chevalier, Cristian Chironi, Costantino Ciervo, Marcello Cinque, Alberto Colombino, Paolo Consorti, Salvatore Coradduzza, Salvatore Cuccu, Pierfranco Cuccuru, Valentina Daga, Chiara Demelio, Paola Dessy, Marco Di Giovanni, Rita Diana, Nino Dore, E, Roberta Filippelli, Angelino Fiori, Giuseppe Flore, FX Harsono, Raimondo Galeano, Gavino Ganau, get_0, Dario Ghibaudo, Robert Gligorov, Federico Gori, Vincenzo Grosso, Oleg Kulik, Caterina Lai, Fabio Lanza, Chiara Lecca, Armin Linke, Monica Lugas, Lalla Lussu, Pierpaolo Luvoni, Coquelicot Mafille, Antonio Mallus Tore Manca, Mariella Manconi, Paolo Marchi, Stefano Marongiu, Pinuccia Marras, Hiroyuki Masuyama, Claudia Matta, Tonino Mattu, Adriano Mauri, Italo Medda, Silvia Mei, Pietro Mele, Cristina Meloni, Alessandro Meloni, Fabio Melosu, Andrei Molodkin, Narcisa Monni, Elena Nemkova, Nero Project, Nextime, Christian Niccoli, Gianni Nieddu, Efisio Niolu, Nico Orunesu, Igino Panzino, Pastorello, Vincenzo Pattusi, Bruno Petretto, Paolo Pibi, Marco Pili, Gianfranco Pintus, Jessica Piras, Mario Pischedda, Michčle Provost, Francesco Puggioni, Roberto Puzzu, Sergio Ragalzi, Eleonora Rossi, Rosanna Rossi, Maura Saddi, Fabio Saiu, Giulia Sale, Matteo Sanna, I Santissimi, Josephine Sassu, Marcello Scalas, Pinuccio Sciola, Antonio Secci, Giovanna Secchi, Chiara Seghene, Stefano Serusi, Gianfranco Setzu, Giulia Sini, Monica Solinas, Alberto Spada, Carlo Spiga, Daniela Spoto, Donato Tore, Giorgio Urgeghe, Sisinnio Usai Entang Wiharso, Karen Yurkovich, Zimmerfrei



Riapre, dopo un anno di pausa, la consueta finestra sull’arte contemporanea nazionale ed internazionale che affianca la parte musicale di Time in Jazz: performance, mostre ed eventi espositivi in luoghi e spazi differenti raccolti sotto il marchio PAV, il Progetto Arti Visive curato da Giannella Demuro e Antonello Fresu, al suo quattordicesimo anno di attivitŕ.

Sul tema di questa edizione del festival, “terra”, si articola anche la rassegna del PAV: una visione contemporanea, multiforme e trasversale del concetto di terra, di mondo, di umanitŕ, interpretata dai numerosi artisti invitati, con i tanti linguaggi della sperimentazione visiva: dalla pittura alla scultura, dall’installazione al video e alla performance.
 
Numerosi gli eventi espositivi in programma.
 
La consueta rassegna dedicata alla sperimentazione contemporanea nazionale ed internazionale č curata quest’anno da Giannella Demuro, con il titolo Dalla terra al cielo. Divisa in tre sezioni geografiche ed una sezione video e realizzata in collaborazione con Valerio Dehň, la mostra propone una lettura molto articolata del tema terra: dal rapporto con la natura, armonico o conflittuale, declinato come riflessione estetica, antropologica e geo-politica, alla dimensione del tempo, della storia e della memoria, fino ai tentativi di lettura filosofico-spirituale del mondo e dell’uomo. In mostra, nella sezione internazionale gli artisti: Marina Abramovic, Maria Magdalena Campos-Pons, Robert Gligorov, FX Harsono, Oleg Kulik, Armin Linke, Hiroyuki Masuyama, Andrei Molodkin, Elena Nemkova, Entang Wiharso, Karen Yurkovich. Accanto a essi gli artisti nazionali Francesco Arena, Matteo Basilé, Francesco Carone, Gea Casolaro, Costantino Cervo, Paolo Consorti, Marco Di Giovanni, Raimondo Galeano, Dario Ghibaudo, Federico Gori, Chiara Lecca, Christian Piccoli, Sergio Ragalzi, Eleonora Rossi, Devis Venturelli, Zimmerfrei. Spazio anche alla produzione isolana attraverso le opere di AZ.Namusn.Art, Cristian Chironi, Elisa Desortes, I Santissimi, Tore Manca, Pinuccia Marras, Pietro Mele, Nero Project, Stefano Serusi. Anche l’accostamento di tante personalitŕ artistiche diverse, provenienti da realtŕ geografiche e culturali distinte, risponde al tema della rassegna: una visione del mondo che non esita a mettere assieme identitŕ e differenze, nel tentativo di collegare mondi globali e locali ed inserire il processo creativo in un unico multiforme percorso.

Nella mostra La disciplina della Terra, curata da Ivo Serafino Fenu, gli artisti
Barbara Ardau e Mimmo Di Caterino, Ermenegildo Atzori, Federico Carta, Giulia Casula, Monica Lugas, Tonino Mattu, Marco Pili, Progetto ASKOS (Chiara Schirru e Michele Mereu), Alberto Spada, “si confrontano con la terra. Ma per non cadere nello stereotipo della “naturalitŕ” che alla terra č inevitabilmente connesso, gli artisti hanno preferito un approccio piů concettuale, in favore di una “artificialitŕ” che racconta di un oggi e di un futuro prossimo affatto rassicuranti. Con i piedi ben piantati in terra e con uno sguardo rivolto altrove.” (Ivo Serafino Fenu)

Hybrid Maps, topografie distorte dal pianeta Terra, a cura di Mariolina Cosseddu, propone opere di Uccia Bassu, Paolo Carta, Caterina Lai, Fabio Lanza, Coquelicot Mafille, Cristina Meloni, Igino Panzino, Michčle Provost, Matteo Sanna, Gianfranco Setzu,Gianni Nieddu, Roberta Filippelli. La mostra parte dal concetto di terra intesa come luogo geografico per arrivare ad indagare l’uomo e i suoi mondi. Scrive, infatti, la Cosseddu che “mappare lo spazio č fra le piů antiche forme di sopravvivenza. La mappa č, di fatto, un luogo dell’immaginario. Pensata per appropriarsi dell’ignoto, per misurare e ridurre l’infinitezza dello spazio, diventa strumento di una doppia conquista, materiale e metaforica.”

Accanto alle mostre che indagano il mondo della sperimentazione visiva contemporanea, quest’anno il PAV dedica anche una sezione specifica delle sue iniziative alla fotografia. Al quarto piano dell’ex-Caseificio, infatti, il concetto di terra č declinato secondo i canoni tecnici della fotografia tradizionale – il bianconero, il ritratto, il paesaggio – accostato ad una visione limpidamente attuale e contemporanea.
Gli scatti di Donato Tore, Adriano Mauri e Pierfranco Cuccuru, invitano a guardare in piů direzioni, seguendo spunti di riflessione che nascono tutti da uno stesso nucleo, l’isola, la Sardegna, che sempre piů si conferma mondo.

I bianchi e neri di Al di lŕ della terra, il mare di Donato Tore, “percorrendo i bordi della terra raccontano brani di paesaggio “minimalista”, inteso come personale “visione di luoghi” contemporanei e non come mera rappresentazione di essi” (Anna Giordano).

Bianco e nero anche per Adriano Mauri. I suoi intensi Mineros, “uomini che arrivano dal profondo buio, dal nero... che raccontano vite e fatiche, e che dicono tutto nel modo piů naturale” (Marco Delogu), accompagnano i visitatori lungo le scale dell’ex-Caseificio, una reiterazione simbolica del rito della discesa che quotidianamente essi compiono nel ventre della terra. Domina, invece, il colore nei ritratti di Strange Fruits, “ritratti non seriali, dove Pierfanco Cuccuru innesca punti di contatto tra l’immagine, chi č ripreso e chi guarda, creando una zona franca dove il confronto č aperto, sincero, e dove chi vuole, guardando gli altri, prova a raccontare anche un pň di sé, come nelle migliori storie”. (Sergio Scavio)

Accanto ai progetti espositivi riuniti nell’ex-Caseificio, il PAV anche quest’anno presenta Lavori in corso, una serie di interventi, performance e progetti "site specific", in giro per il paese, progettati da alcuni degli artisti e dei curatori presenti in mostra. Tra gli altri, l’artista Francesco Arena in un progetto su Antonio Gramsci che vede coinvolto anche Paolo Fresu, il filosofo e critico d’arte Marco Senaldi che presenta il video maker Paolo Gioli, la danzatrice Sara Grenga, la coreografa Ornella D’agostino con gli allievi dello stage di danza realizzato a Berchidda in collaborazione con Carovana s.m.i..

In giro per il paese anche openShow… dalla terra al cielo, il progetto di arte pubblica a cura di Giannella Demuro, progetto nato a Sassari, ideato dall’associazione culturale isolasenzatitolo e realizzato in collaborazione con il Comune di Sassari e il PAV di Time in Jazz. Quasi un’estensione della mostra dell’ex- Caseificio, openShow… dalla terra al cielo riunisce le opere di oltre sessanta artisti che rappresentano una mappatura significativa seppure non totalmente esaustiva della ricerca isolana, della terra Sardegna, e la ricostruisce sulle case di Berchidda, costringendo il pubblico a gironzolare con gli occhi al cielo per le vie del paese, alla ricerca delle opere, alloggiate sulle pareti e sui terrazzini del centro storico, di -E-, Fabio Barisani, Pietruccia Bassu, Leonardo Boscani, Zaza Calzia, Efisio e Nicola Caredda, Simone Carta, Tonino Casula, Giancarlo Catta, Erik Chevalier, Marcello Cinque, Alberto Colombino, Salvatore Coradduzza, Salvatore Cuccu, Chiara Demelio, Paola Dessy, Rita Diana, Nino Dore, Salvatore Esposito, Roberta Filippelli, Angelino Fiori, Giuseppe Flore, Gavino Ganau, Lalla Lussu, Pierpaolo Luvoni, Antonio Mallus, Claudia Matta, Mariella Manconi, Paolo Marchi, Pinuccia Marras, Italo Medda, Silvia Mei, Meloni di Carta, Fabio Melosu, Narcisa Monni, Gianni Nieddu, Efisio Niolu, Nico Orunesu, Igino Panzino, Pastorello, Vincenzo Pattusi, Bruno Petretto, Paolo Pibi, Gianfranco Pintus, Jessica Piras, Mario Pischedda, Roberto Puzzu Rosanna Rossi, Maura Saddi, Giulia Sale Josephine Sassu, Marcello Scalas, Pinuccio Sciola, Giovanna Secchi, Stefano Serusi, Gianfranco Setzu, Monica Solinas, Carlo Spiga, Daniela Spoto, Giorgio Urgeghe.

Casa Sanna, sulla piazza del Popolo, accoglie la mostra Nigeria: una terra che perde, una terra che brucia, scatti di Kadir van Lohuizen a cura di Amnesty International attraverso i quali viene illustrato l’impatto dell’inquinamento provocato dal petrolio sui diritti umani e sull’ambiente nel Delta del Niger.

Come di consueto, alcuni artisti saranno presenti anche sul palco di piazza del Popolo con Arte tra le note, scenografie d’artista realizzate appositamente per i concerti serali del Festival da Dario Ghibaudo, Nextime, Pinuccio Sciola, Francesco Simeti.

 

 



Visitabile in permanenza, inoltre, il progetto stabile del PAV Semida, il Museo di arte ambientale, con le opere di Clara Bonfiglio, Giovanni Campus, Bruno Petretto, Pinuccio Sciola e Monica Solinas, nato nello splendido scenario del Demanio Forestale del Monte Limbara in collaborazione con il Comune di Berchidda e l’Ente Foreste Sardegna.
 

Festival internazionale
Time in Jazz

XXIV edizione:
"Terra"
Berchidda (Prov. Olbia-Tempio) e Comuni limitrofi

9 > 16 agosto 2011
con la direzione artistica di
Paolo Fresu

PAV - Progetto Arti Visive

 

Piazza del Popolo • 12-15 agosto
Arte tra le note
Scenografie d’artista per i concerti serali di Time in Jazz

Ex-Caseificio • 11-16 agosto
Dalla terra al cielo
Rassegna internazionale di arti visive
a cura di Giannella Demuro

La Disciplina della Terra
a cura di Ivo Serafino Fenu

Al di lŕ della terra il mare
fotografie di Donato Tore

Mineros - ritratti dal sottosuolo
fotografie di Adriano Mauri

Strange Fruits - 21 storie di ordinaria integrazione
fotografie di Pierfranco Cuccuru

Casa Sanna • 10 - 16 agosto
Nigeria: una terra che perde, una terra che brucia
fotografie di Khadir Von Lohuizen
a cura di Amnesty international

Nelle vie del paese • 9-16 agosto


Lavori in corso
interventi / performance / installazioni realizzati da alcuni degli artisti presenti in mostra

openShow
arte pubblica a Time in Jazz
a cura di Giannella Demuro

Jolly Jazz Café • 9-16 agosto
Affiches
I manifesti di Time in Jazz

Foresta Demaniale Monte Limbara Sud • in permanenza
Semida
Arte natura ambiente nella Foresta demaniale Monte Limbara Sud di Berchidda