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13-08-2006, 2. Gianfranco Grisi, Matteo Turella e quartetto  
Non poteva mancare, in una edizione di Time in jazz tutta dedicata al rapporto tra musica ed enogastronomia, un raffinato e originale concerto di... bicchieri. Protagonista di questo progetto, di scena a Nughedu San Nicolò (25 km da Berchidda), nella Chiesa di Sant'Antonio Abate (domenica 13 alle 18) è infatti il cristallarmonio di Gianfranco Grisi, accompagnato prima da un ensemble di musicisti provenienti dal conservatorio "Luigi Canepa" di Sassari, e poi dalla chitarra di Matteo Turella.
Il cristallarmonio è una variante moderna (concepita e brevettata dallo stesso Grisi) della glassaharmonica, strumento a frizione formato da bicchieri di cristallo variamente riempiti d'acqua, il cui suono si ottiene sfregando le dita umide sul bordo; la glassaharmonica fu resa famosa da W. A. Mozart, che scrisse appositamente due composizioni nella scaletta del concerto odierno. Un omaggio dovuto da Time in Jazz al genio di Salisburgo nel duecentocinquantesimo anniversario della nascita.
Mozart ascoltò per la prima volta la glassaharmonica nel 1764 a Londra, suonata da una apprezzata musicista, Marianne Davies. Più tardi, nel 1791, ultimo anno della sua vita, incontrò la virtuosa cieca Marianne Kirchgässner, per la quale scrisse l’Adagio e Rondò KV 617 e completò un Adagio in do maggiore KV 356 (617a), ambedue in programma in questo concerto. Nell'Adagio e Rondò Mozart unì alla glassaharmonica il suono di flauto, oboe, viola e violoncello, cercando di creare un adeguato sostegno timbrico al colore di questo eccezionale strumento. Nella performance di Nughedu Gianfranco Grisi sarà così accompagnato al flauto da Tony Chessa, alla viola da Gioele Lumbai, al violoncello da Giuseppe Fadda e  all'oboe da Francesca Cossu. L’altro brano mozartiano, l'Adagio in do maggiore KV 356 (617a), per glassaharmonica sola, è considerato un capolavoro della produzione mozartiana; a questa composizione resta in effetti legata la fortuna dello strumento, che tuttavia fu poi utilizzato da altri grandi compositori, fra gli altri da Hasse, Tomasek, Beethoven, Berlioz, Richard Strauss e Orff.
La seconda parte del concerto chiama invece in scena accanto a Grisi la chitarra di Matteo Turella, un musicista emergente che da qualche anno ha iniziato a collaborare con il virtuoso del cristallarmonio, qui alle prese anche con un altro strumento particolare (a mantice, in questo caso), raro e assai poco diffuso in Europa: la concertina inglese.
Il duo Grisi-Turella si presenta in maniera atipica, per la scelta di assemblare un repertorio che tocca svariati ambiti musicali, dalla musica colta al jazz, dalla musica ebraica a quella balcanica e medievale, con un giusto mix tra interpretazione di forme scritte e improvvisazione e libero interplay dei musicisti. Grisi è un musicista particolarmente eclettico, che unisce a una rigorosa formazione accademica una rara capacità d'invenzione. Nel suo ricco curriculum figurano musiche di scena, colonne sonore per documentari, opere di musica da camera, lavori per coro e orchestra, partiture di teatro musicale. Nel 2001 si è esibito con il cristallarmonio a I suoni delle dolomiti, con Mario Brunello e Marco Paolini, e ha realizzato a Mantova un concerto-evento sperimentale con Vinicio Capossela.
Matteo Turella ha seguito corsi di alto livello con Jim Hall, Pat Metheny, Dave Holland, John Scofield, Mick Goodrick e Mike Stern, prima di traferirsi a Londra per studiare col pianista John Taylor. Nel 2002 ha inciso a suo nome il disco Headache, per la Splasc(h) Records.
Provengono tutti dalle file del conservatorio “L. Canepa” di Sassari gli stumentisti che accompagneranno Grisi e Turella. Il più esperto, Giuseppe Fadda, svolge ora attività didattica a Olbia e Nuoro. Nonostante la giovane età, Gioele Lumbau (21 anni), Tony Chessa (22) e Francesca Cossu (26) vantano diverse esperienze formative e concertistiche, sia in campo nazionale che internazionale.