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12-08-2006, 4. P.A.F. Trio con Alex Pinna: Il vino all'opera"  

I brindisi più noti della lirica sono lo spunto tematico de Il vino all’opera, progetto speciale firmato dal P.A.F. Trio, in programma la sera del 12: Paolo Fresu (tromba e flicorno), Antonello Salis (pianoforte e fisarmonica) e Furio Di Castri (contrabbasso) renderanno un giocoso omaggio al nettare di Bacco pescando dalle pagine musicali scritte sul tema da grandi classici come Donizetti, Rossini, Mascagni e Verdi, trovando un degno complemento visivo nelle immagini create all’impronta dall’artista Alex Pinna con la sua tavoletta grafica.
Dopo avere suonato per anni insieme in varie formazioni, Paolo Fresu e Furio di Castri iniziano a suonare in duo nel 1990, seguendo l'idea di esplorare le relazioni tra musica acustica ed elettronica con due strumenti "fisici" come la tromba e il contrabbasso, e attraverso un repertorio di composizioni originali, standards e creazioni estemporanee.
Il grande interesse cresciuto intorno a questo progetto è testimoniato dalla produzione di cinque cd, da centinaia di concerti in Italia, in Europa, in Cina e Giappone, e dalla produzione di molti lavori in contesti multimediali (danza, cinema, teatro, video, arte contemporanea, ambiente).
Concepito come un progetto aperto, il duo si è spesso aperto alla partecipazione di ospiti speciali come musicisti, attori, mimi e danzatori. Tra le collaborazioni più singnificative, quelle con il pianista inglese John Taylor e con il norvegese Jon Balke, con il percussionista svizzero Pierre Favre e con il compianto Naco.
L'incontro con Antonello Salis avviene nel 1995 e segna l’inizio di una nuova avventura musicale. In poco più di un anno i tre tengono una lunga serie di concerti in ambiti jazzistici con qualche sconfinamento lungo le frontiere con la poesia, la danza e l'arte contemporanea. Emblematici di questa direzione il cd-rom interattivo su un’opera dello scultore Flavio Piras (il primo del genere mai realizzato in Italia) e la collaborazione al film-concerto Sonos e Memoria. Nel 1998 la Splasc(h) Records pubblica un album registrato dal vivo a Capodistria, che testimonia l’altissima caratura del trio, sempre più apprezzato anche oltre i confini nazionali. Occorrrà attendere sei anni per il bis: è nel 2004, infatti, che la francese Label Bleu licenzia Morph, stavolta inciso in studio. E si tratta di un dettaglio non secondario per una formazione che soprattutto dal vivo sa trovare i suoi migliori momenti di interpaly e di intesa fra i suoi componenti, come anche questa serata Berchiddese saprà certamente dimostrare.