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11-08-2006, 1. “Due colori esistono al mondo. Il verde è il secondo”  

Sarà un inedito ensemble di percussionisti a far sorgere il sole sulla XIX edizione di Time in Jazz. Il primo concerto all’alba (11 agosto, ore 6) alle pendici del Limbara vedrà infatti come protagonisti Francesco Sotgiu, Carlo Sezzi, Gianni Filindeu, Roberto Pellegrini, Pier Francesco Loche, Alessandro Garau e Luca Piana, tutti alla batteria e percussioni. Un settetto di musicisti sardi uniti in questo progetto originale dalla comune volontà di ricordare uno dei protagonisti della scena jazzistica sarda degli ultimi vent’anni, Roberto "Billy" Sechi, scomparso lo scorso autunno: un grande amico di Time in Jazz e di Paolo Fresu, che con lui ha mosso i primi passi nel mondo del jazz. "Due colori esistono al mondo. Il verde è il secondo" è il titolo scelto da questa inedita formazione per il concerto/happening; esplicito il riferimento alla pregevole raccolta di poesie di Sergio Atzeni, pubblicata postuma, e un ulteriore omaggio che la rassegna e questi musicisti fanno a un altro grande artista sardo, anch’egli prematuramente scomparso.

Per il secondo anno consecutivo il festival propone due concerti all’alba sul Limbara, e sarà ancora la natura aspra e impervia della località "Montalvu" a costituirne lo scenario, in uno straordinario summit di percussioni che sarebbe certo piaciuto a Billy Sechi e che non mancherà di risvegliare e dare il giusto ritmo a Time in Jazz e al suo pubblico.

Roberto Pellegrini è docente di percussioni al Conservatorio di Cagliari ed è da anni impegnato nell’improvvisazione e nella musica contemporanea, con numerose collaborazioni (con Enzo Favata, Marcello Peghin, Massimo Ferra e Massimo Tore) e partecipazioni a festival.

Francesco Sotgiu si è dedicato da qualche anno alla riproposizione degli strumenti percussivi di origine popolare. Attivo nel campo della musica jazz (con Paolino Dalla Porta, Antonello Salis e Paul McCandless, fra gli altri) è anche produttore artistico, arrangiatore e musicista in album di importanti artisti sardi, da Andrea Parodi a marino De Rosas, a Gigi Marras.

Carlo Sezzi milita dal 1994 in formazioni musicali legate al jazz o alla musica d’autore; dal 1995 al 2000 è stato il batterista del gruppo combat-rock dei Kenze Neke, e nel 1997 ha partecipato al Voyage en Sardaigne di Enzo Favata. Ha fatto poi parte dell’Orchestra Bartali e dei Nasodoble, registrando nel 2005 il primo lavoro discografico, Bestiario. Ha da poco fondato la Uanciù…free March Band.

Alessando Garau ha iniziato la carriera a sedici anni frequentando scuole e seminari di primo piano per poi sviluppare un percorso di ricerca autonomo, sia come batterista che come percussionista, che l’ha portato, negli ultimi dieci anni, a vivere tra Inghilterra, Olanda, Roma e Bologna, e a partecipare a diversi lavori discografici.

Attualmente impegnato nel progetto musicale Birth of the cool diretto da Paolo Fresu, in vent’anni d’attività Giovanni Filindeu ha suonato con musicisti di primo piano (Tino Tracanna, Tim Hagans, Bruno Tommaso, Tom Kirkpatrick, Antonello Salis, Maria Pia De Vito); collabora con l’Orchestra Jazz della Sardegna ed è un membro del Woodstore Quintet con due lavori discografici all’attivo.

Luca Piana svolge attività concertistica come batterista e percussionista in diversi ambiti (Ente concerti De Carolis, Teatro Lirico di Cagliari, Fondazione Teatro La Fenice di Venezia) e collabora stabilmente con l'Orchestra jazz della Sardegna. Insegna batteria jazz ai Seminari invernali di Nuoro e al conservatorio di Sassari.

Divisa tra il teatro, la televisione e la musica è infine la carriera artistica di Pier Francesco Loche. Scoperto dal comico Benito Urgu, ha esordito in tv nel programma Avanzi, entrando successivamente nel cast di Tunnel, con Serena Dandini e i fratelli Guzzanti, La posta del cuore e Disokkupati. Come musicista ha suonato la batteria in varie formazioni di jazz, rock e musica leggera come la band del cantautore Piero Marras, la New Jazz Simphonic Orchestra diretta da Giulio Libano, il quartetto del sassofonista argentino Hector "Costita" Bisignani e l’Open jazz quintet con il pianista Paolo Carrus. Vive e lavora alternandosi tra la Sardegna e Roma. Recentemente ha recitato in teatro per due anni nello spettacolo Romeo & Giulietta - nati sotto contraria stella, da Shakespeare con Ernesto Mahieux, vestendo i panni di quattro diversi personaggi.