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1. Il calendario
2. Il programma
3. Paolo Fresu: Nel segno dell'Arte
 
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2. Il programma  

Time in Jazz festeggia la sua quindicesima volta e si regala un programma all’insegna dell’arte. "Quadri di un’esposizione", recita stavolta il sottotitolo del festival in programma a Berchidda (Ss) nel consueto periodo ferragostano. Facendo seguire al riferimento alla celebre composizione di Mussorgskij, scritta nel 1874 ed ispirata ai lavori del pittore e architetto Victor Alexandrovich Hartmann, un’aggiunta quasi didascalica: "Time in Jazz nel segno dell’arte".

Musica e arte, dunque, terranno banco dal 12 al 15 agosto nel paese alle falde del Monte Limbara e nei suoi immediati dintorni. Due coordinate ormai peraltro abituali, quelle lungo le quali si svilupperŕ il programma di quest’estate, come sempre denso di appuntamenti distribuiti nell’arco di ognuna delle quattro giornate, dalla mattina alla notte fonda. Da una parte il jazz, naturalmente, ed i linguaggi musicali ad esso piů vicini; dall’altra le arti figurative, sempre piů presenti, a partire dal 1997, nel cartellone del festival ideato e diretto da Paolo Fresu. Tanto presenti da costituire oggi una precisa sezione all’interno dell’associazione culturale berchiddese, con una sigla distintiva, PAV, acronimo di Progetto Arti Visive, e diversi fiori all’occhiello: la rivista Ziqqurat, un quadrimestrale che si occupa d'arte e cultura contemporanea in Sardegna, di avvenimenti e manifestazioni che avvengono sull'Isola, con uno sguardo attento anche a quello che accade oltremare; la Collezione di Arte contemporanea, nata grazie al generoso contributo degli artisti che negli anni hanno partecipato alle iniziative del festival, ed ospitata in permanenza negli spazi del Museo del Vino a Berchidda, č una preziosa testimonianza degli esiti della sperimentazione artistica in Sardegna, ma comprende anche opere di artisti nazionali e internazionali; ed il progetto Semida - Museo di Arte-Natura-Ambiente sul Monte Limbara, che, inaugurato l’anno scorso, vuole essere un contributo alla valorizzazione del patrimonio ambientale e paesaggistico attraverso la realizzazione di opere d'arte create da artisti locali, nazionali e internazionali, con materiali ed elementi naturali, inserite nel contesto ambientale del luogo.

Reggono le sorti del PAV Giannella Demuro e Antonello Fresu, che per questa estate hanno messo in cantiere un cartellone di iniziative davvero nutrito. Numerosi e di qualitŕ gli eventi espositivi, che verranno allestiti in spazi "recuperati", case e edifici "prestati" all’arte, come Casa Sanna-Meloni e Casa Sassu, il locale Museo del Vino, il Centro Sociale o altri luoghi idonei. Tra gli eventi e le mostre d’arte, la Rassegna internazionale d’arte contemporanea, curata da Giannella Demuro e Marco Senaldi, cui parteciperanno artisti affermati in campo nazionale ed internazionale; la VI edizione della Rassegna d’arte contemporanea dedicata alla ricerca artistica in Sardegna e curata quest’anno da Mariolina Cosseddu; Il vuoto.dentro - Radici del Contemporaneo, mostra internazionale cui partecipano sei giovani emergenti a livello internazionale, a cura di Leone Laria, con testi critici di Ivo Serafino Fenu.

Saranno realizzate, inoltre, personali di artisti storici, come Storie d’infiniti, la mostra dedicata all’opera di due grandi maestri dell’arte in Sardegna - Maria Lai e Aldo Contini - e Thagelkoust, un progetto inedito dello scultore Umberto Mariani realizzato espressamente per Berchidda in collaborazione con il Museo d’Arte Contemporanea Su logu de s’iscultura di Tortolě (Nu) e l’Associazione Ogliastra Arte. Dalla collaborazione con l’I.S.O.L.A., (Istituto Sardo Organizzazione Lavoro Artigianale), nasce poi il progetto Suggestioni dal passato, per far riscoprire gli antichi mestieri artigiani della Sardegna al numeroso pubblico di Berchidda.

Spazio anche alla fotografia, in due mostre, una realizzata in collaborazione con il fotografo Salvatore Ligios e l’Associazione Calarinas di Su Palatu ‘e sas Iscolas di Villanova Monteleone (Ss), l’altra del fotografo romano Paolo Soriani che espone una selezione degli scatti realizzati a Berchidda lo scorso anno in occasione della XIV edizione di Time in Jazz.

Ormai da diversi anni l’immagine di Time in Jazz č legata all’opera di un artista visivo. L’artista "testimonial" di questa edizione č Enzo Cucchi, uno dei massimi protagonisti dell’arte contemporanea internazionale. Le immagini di Cucchi saranno quindi utilizzate per l’illustrazione del manifesto, della brochure e della locandina del festival, e per l’etichetta della "bottiglia d’artista" a base di Giogantinu, il vino tipico di queste parti.

Di piů e di diverso rispetto agli anni precedenti, musica e arte troveranno programmaticamente in questa edizione numero quindici di Time in Jazz diversi momenti di incontro, di confronto e di intesa comune. A partire dalle scenografie che correderanno ognuno dei concerti in programma sul palco centrale del festival, in Piazza del Popolo, e che saranno firmate da alcuni degli artisti che parteciperanno alle mostre, come Maggie Cardelůs, Enzo Cucchi, Thorsten Kirchhoff, Maria Lai e Umberto Mariani.

E poi, analogamente, con la mostra dei quadri di due tra i protagonisti della parte invece musicale, lo svizzero Daniel Humair e l’olandese Han Bennink, entrambi batteristi ed accomunati da una medesima propensione ad esprimersi anche nelle arti figurative.

Ma quindici edizioni sono anche un buon pretesto per mettere in vetrina le tante anime di un festival cresciuto anno dopo anno "senza tradire quei principi di base formulati nell’ormai lontano 1988 (anno di nascita della manifestazione)" – come sottolinea Paolo Fresu nelle sue note di presentazione – "nel segno della coerenza e del rigore progettuale premiati da un successo sempre crescente di pubblico e di attenzione da parte dei mezzi di informazione. Festival all'insegna della tradizione ma anche dell'inventivitŕ e della progettualitŕ, TIME IN JAZZ ama da sempre dare spazio ad artisti, musicisti e tendenze originali e creative con una vocazione che trova le sue migliori incarnazioni in produzioni pensate e realizzate ad hoc e spesso basate sul confronto e l’incrocio fra i molteplici linguaggi dell’espressione artistica contemporanea."

Ecco allora l’anima piů legata al jazz, con i quartetti dei giŕ menzionati Daniel Humair e Han Bennink, con il trio del grande pianista americano Uri Caine, e con l’Orchestre National de Jazz, "nazionale" francese della musica di improvvisazione, "allenata" dall’italianissimo Paolo Damiani e illuminata dalla presenza di uno "straniero" del calibro di Gianluigi Trovesi.

Ed ecco poi l’anima sensibile alle suggestioni della musica etnica ed alle "contaminazioni", qui rappresentata dalla "Reunión flamenca" del chitarrista Gerardo Nuńez e della danzatrice Carmen Cortés, dalla straordinaria miscela di polifonie e poliritmie a base di tamburi e balafon dell’ensemble africano Farafina, e dal ritorno di un piccolo-grande "classico" come "Sonos ‘e memoria", il film di montaggio ideato dal regista Gianfranco Cabiddu, con immagini d’archivio della Sardegna di cinquanta/sessant’anni fa, e con la musica dal vivo di un ensemble (quasi) tutto sardo (Paolo Fresu, Elena Ledda, Mauro Palmas, Carlo Cabiddu, Antonello Salis, Luigi Lai, il coro Su Cuncordu ‘e su Rosariu di Santulussurgiu, oltre agli "stranieri" Federico Sanesi e Furio Di Castri), qui eccezionalmente allargato alla partecipazione di alcuni dei protagonisti del festival, come Uri Caine, Gerardo Núńez, Han Bennink, Ernst Reijseger, Daniel Humair e Gianluigi Trovesi.

Anime che ritornano, si incrociano e si avvicendano nel cartellone delle "Chejas foranas", i concerti rigorosamente acustici nelle chiesette della suggestiva campagna berchiddese e di altri centri vicini (Monti, Ozieri e Nughedu San Nicolň), che come sempre riempiono di musica le mattinate e i pomeriggi di Time in Jazz: con il trio italo-francese di Paolo Damiani, Régis HubyMederic Collignon, e con quello spagnolo di Gerardo Núńez, Pablo Martin e Ángel Sánchez "El Cepillo", con il duo di Paolo Damiani e Gianluigi Trovesi e quello, tutto contrabbassi, di Furio Di Castri e Bruno Chevillon, con l’excursus di Elena Ledda, Simonetta Soro, Mauro Palmas e Silvano Lobina nell’universo femminile sardo in "Contivizos tra Deus e Recreu", e con i soli d’autore del violoncellista olandese Ernst Reijseger e, ancora, di Uri Caine.

Tra gli altri appuntamenti abituali di Time in Jazz, il concerto-aperitivo ideato per accompagnare (giovedě 15, intorno a mezzogiorno, al Museo del Vino) la presentazione della "bottiglia d’autore" con l’immagine di Time in Jazz 2002: il chitarrista Paolo Alfonsi ed il contrabbassista Sandro Fontoni presentano il loro disco "Che c’č?"

Visto il successo dell’anno scorso, si ripete (sempre il 15), la gara tra i tipici poeti improvvisatori sardi. Altri appuntamenti immancabili, le esibizioni nel tardo pomeriggio, prima dei concerti serali, quest’anno affidate ai Farafina, di volta in volta in una diversa zona di Berchidda, e l’appuntamento notturno, dopo i concerti principali, con il jazz-club allestito al Belvedere: a tenere banco stavolta sarŕ il Crossnotes Ensemble, formazione nata dalla scorsa edizione del Seminario Jazz di Nuoro.

Anche quest’anno il festival sarŕ preceduto da una serie di iniziative che fungeranno da anteprima dell’appuntamento di agosto.

Si comincia il 22 giugno con l’ormai tradizionale Festa della Musica, che Time in Jazz organizza per la quarta volta consecutiva a Berchidda: musica a partire dal pomeriggio nelle chiese campestri con il coro a tenore "Santu Predu" di Nuoro e il Trio Geos, quindi in paese con la Banda Musicale "Bernardo De Muro" di Berchidda. Clou della serata (al Museo del Vino) con un autentico mito della musica popolare latinoamericana, gli Inti-Illimani.

Altri due momenti anticipatori del festival sono previsti per il 10 agosto con "Calici sotto le stelle", organizzato in collaborazione con il Museo del Vino (programma in via di definizione), e, la sera dopo, con il "Prospizio d’estate", un’iniziativa a favore della Casa di Riposo per gli anziani di Berchidda: in programma il P.A.F. Trio di Paolo Fresu (tromba e flicorno), Antonello Salis (pianoforte e fisarmonica), e Furio Di Castri (contrabbasso), per l’occasione impegnato in un progetto speciale con i poeti improvvisatori di Berchidda ed il pittore, scenografo e light-designer Gabriele Amadori.

Le manifestazioni sono organizzate dall’associazione culturale Time in Jazz con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna (Assessorato dello Spettacolo), della Provincia di Sassari (Assessorato Pubblica Istruzione, Sport e Cultura), del Comune di Berchidda, della VI Comunitŕ Montana "Monte Acuto" e dei Comuni di Ozieri, Monti e Nughedu San Nicolň.

Sponsor, il gruppo editoriale L’Unione Sarda, la Banca di Sassari e la Cantina Sociale Giogantinu.