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aqua  

 

aqua

a cura di Laura Barreca


Francesco Arena, Andrea Aquilanti, Bianco-Valente, IABO, Claudia Losi, Emanuele Lo Cascio, Loredana Longo, Raffaela Mariniello, Cesare Pietroiusti, Giulia Piscitelli, Pietro Ruffo e Maurizio Savini, Marinella Senatore, Giuseppe Stampone



Bianco e Valente, Entità risonante, 2009 Il tema dell’acqua che quest’anno accompagna il festival Time in Jazz può essere variamenteIabo, Beni sottovalutati dalla società, 2006 interpretato. Proprio per il suo stato di fluidità, trasparenza, il suo essere incolore, informe, per la purezza, l’acqua, come bene della collettività, è la metafora dell’esistenza stessa. Le opere selezionate per la mostra collettiva aqua rispondono a queste caratteristiche, attraverso l’interpretazione e l’uso differente che gli artisti fanno di volta in volta tracciando un percorso ideale, una storia, un’immagine, una forma. Come nel video Entità risonante, 2009 di Bianco e Valente, dove le parole tracciate nell’acqua con una penna ad inchiostro si perdono nell’atto di essere trascritte, come l'automatismo psichico caro ai surrealisti, ma anche come quando i sogni ci appaiono e ci abbandonano nel momento del dormiveglia, una condizione di interregno tra realtà dimensione onirica.

 da sinistra Francesco Arena, Pietro Ruffo e Maurizio Savini, Raffaela Mariniello

Durante il workshop tenuto alla Casara, la sede della mostra collettiva, e realizzato con i ragazzi presenti a Berchidda durante Time in Jazz, Cesare Pietroiusti, utilizzerà acqua di rubinetto e acqua di mare per dei preziosi acquerelli su carta, firmati e numerati dall’artista (Acqua di rubinetto di Berchidda e acqua di Tavolara su carta, 2009). Nella fotografia Marmagne, 1999-2000 di Claudia Losi le concrezioni della terra si perdono nella vastità dei mari, come barchette che galleggiano a vista. Nell’installazione acqua, 2009 di Cesare Petroiusti, Acqua di rubinetto di Berchidda e acqua di Tavolara su carta, 2009Andrea Aquilanti il dispositivo tecnologico serve ad amplificare la dimensione inconsistente dell’acqua, sfruttando il suo potenziale di trasparenza attraverso l’immagine in movimento. Le immagini malinconiche e silenziose di Raffaela Mariniello (Porto di Salerno, 2009 e Un applauso ai delfini, 2009) ci riportano ad una condizione di grande intimità data dall’ampiezza dell’orizzonte marino e dalla sua continua mutevolezza. Tra le opere che diventeranno dei dispositivi, quella di Pietro Ruffo e Maurizio Savini (Sinfonia dell'emergenza, 2009), è uno strumento “a tempo” che permetterà un’interazione performativa con i musicisti di Time in Jazz: gli strumenti suoneranno al tempo dello stillare delle gocce d’acqua, contenuta nelle ampolle di vetro appese al soffitto dello spazio espositivo. 

da sinistra Emanuele Lo Cascio, Giuseppe Stampone, Andrea Aquilanti

Nell’installazione never-ending, 2009 di Loredana Longo ci sono tutti gli elementi visivi e sonori legati ad una condizione di disagio, un’installazione sonora che evoca uno stato di tormento interiore, dato dalla costante presenza audio dello scroscio della acqua. Emanuele Lo Cascio affida la sua immagine ad una proiezione sull’acqua di un vecchio film argentino e offre allo spettatore una visione poetica ed evanescente. Il video Innocente, 1995 diClaudia Losi, Marmagne, 1999-2000  Giulia Piscitelli mostra poeticamente che il nostro corpo è composto d’acqua che scorre dentro e fuori di noi, che ci rende parte della natura delle cose. Francesco Arena trova la sua dimensione nella costruzione di una fontana, Una testa di Nietzsche con water-boarding per sette giorni, 2009, dove l’acqua scorre incessantemente e consuma una scultura di terracotta del vecchio filosofo in un ciclo senza interruzione, come la storia e il tempo che consumano idee e ideologie, continuamente. Giuseppe Stampone e IABO esprimono, nei loro interventi, la necessità di preservare, custodire, valorizzare l’unico mezzo di sopravvivenza dell’umanità, il primo attraverso la condivisone e la partecipazione allargata della collettività e dei bambini (Giuseppe Stampone, Acquerelli per non sprecare la vita, 2007), il secondo offrendo al pubblico la possibilità di investire nel prezioso bene, conservato in uno speciale bunker trasparente che custodisce acqua fino al 2050, quando forse dovremo fare i conti con la scarsità d'acqua presente sulla terra. Marinella Senatore nel suo video 16º, 2009 restituisce una condizione di naturalezza che passa attraverso la terra e il mare, immagine e proiezione delle nostre origini.

da sinistra , Loredana Longo, Marinella Senatore, Giulia Piscitelli

 

Laura Barreca