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1.3 Meri Gorni / Nordine Sajot  

 

Meri Gorni / Nordine Sajot
a cura di Gabi Scardi


 
Nordine Sajot sonda le relazioni tra abitudini alimentari e riti sociali; indaga la questione del cibo inteso come tema che investe l’uomo e il mondo nel suo complesso; un tema attraverso il quale è possibile raccontare identità e differenze, ciò che siamo, ciò che vogliamo. Parte dalla cucina per intraprendere il discorso sul mondo.

Storia sociale e culturale, storia dell’evoluzione fisiologica, psicostoria, trovano, intorno alla tavola, un punto d’incontro: siamo un’unità complessa, in cui componente biologica e culturale s’intrecciano, si condizionano, si sviluppano parallelamente.Nordine Sajot, Cultura Fisica, 2005, manifesto tratto dalla serie di fotografie a colori 6x6 - stampe da plotter su carta dim. unit. 130x130 cm.

L’uomo cresce e si evolve incorporando ciò che trova intorno a sé, nutrendosi di cibo, modi, memorie, pensieri, abitudini. Tramite e catalizzatore del processo di percezione del contesto sono gli artefatti. È attraverso il loro uso che si delinea la relazione tra vissuto personale e collettivo, che impariamo a conoscere la realtà e ad agire su di essa, che ci troviamo ad intraprendere il percorso di apprendimento e di crescita sociale, il passaggio dall’ambito familiare alla sfera collettiva. Nordine Sajot indaga e interpreta gli oggetti che ci accompagnano quotidianamente e ne crea di nuovi, sorprendenti: oggetti che si collocano nel punto d’intersezione tra sensazione, immaginazione e valore d’uso, tra percezione e pensiero; che non sono né completamente arte né completamente design, né interamente nuovi, né interamente familiari, ma che rappresentano in forma sensibile il rapporto con la memoria e con i luoghi.

 

Ha qualcosa di ascetico, la casa di Meri Gorni, l’artista che da anni dedica laMeri Gorni, Coperti (n° 8 pezzi), 2001, Disegno su carta alimentare, grafite, filo, collage, 46.5x48 cm ciascuno propria concentrata riflessione al rapporto tra cose, parole e immagini, tra poesia e arte visiva realizzando video e serie fotografiche, ma anche performance e letture pubbliche di poesie, e producendo magnifici libri interamente stampati a mano in cui intreccia la poesia con fotografie e disegni suoi o di altri artisti. Piena di piccoli oggetti eppure essenziale, come se ognuna di quelle cose fosse dotata di una sua assoluta necessità, si tratta in realtà di un appartamento situato in una zona periferica e anonima della città; ma Meri Gorni ne ha fatto un centro, un luogo intimo, accogliente ospitale, denso di carattere, di senso e di sentimento. Questa casa è un microcosmo in cui vita quotidiana e lavoro artistico si fondono in un equilibrio perfetto. I momenti della lettura e quelli della convivialità, le ore dedicate all’attività manuale e alla stampa artigianale dei suoi piccoli, preziosi libri d’artista, lo studio con il grande torchio, con le presse ed i caratteri mobili di metallo, le pile di carta, le immagini di provenienza diversa, le molte tracce di viaggi compiuti in passato sono tutt’uno. Ogni cosa, ogni angolo è di un lindore stupefacente. Anche nella piccola cucina gli ingredienti, distribuiti in vasi e barattoli diversi gli uni dagli altri, sono naturali, essenziali: granaglie, cereali, erbe aromatiche che Meri raccoglie personalmente in occasione di passeggiate e gite in campagna. Non solo casa, non solo caldo rifugio: quello di Gorni è uno spazio vitale in cui forma, senso e funzione dell’abitare si sovrappongono nella più perfetta espressione di una personalità che al centro della propria esistenza ha messo la poesia.

                                                                                        Gabi Scardi