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03. Mi tentano paesaggi, senza alcuna idea di movimento  

 

Mi tentano paesaggi,
senza alcuna idea di movimento

a cura di Giangavino Pazzola


Andrea Caretto e Raffaella Spagna | Renato Leotta | Enrico Piras e Alessandro Sau


Fermando pensieri per declinare una tematica tanto insolita quanto ampia come quella che dà il titolo al festival, riflessioni sparse sull’uomo come architettura estetica sembrano aprire possibilità di ragionamento su nozioni quali stabilità fisica e immateriale, complessità e indeterminatezza ambientale, necessità di registrazione dei mutamenti, delle relazioni e dell’esperienza umana nel paesaggio.
In questa mostra presenteremo delle ricerche in corso ma legate tra loro dall’idea di strutture periferiche, non centrali,definizione con la quale non si farà riferimento alla costruzione di altri immaginari senza tempo e identità, bensì si proverà a immortalare tre modi di fare esperienza di luoghi precisi e reali che, tuttavia, assumono carattere utopico. Questi sono posti che si oppongono a zone del quotidiano: sono dei contro-spazi, delle realtà localizzate e resilienti, delle eterotopie.

Alla centralità funzionale dei luoghi, caratteristica del ciclo urbano contemporaneo, si affiancano esistenze non  uniformi, che si rivelano solo nella scomposizione del reale come spazio di osservazione e nell’organizzazione  strutturata delle conoscenze. La dinamica continua dei processi, ricca di nuove capacità previsionali e operative,
sagoma griglie di interpretazione dei rapporti con lo spazio geografico nel quale l’uomo possa osservarsi e nel quale possa riconoscersi.

Giangavino Pazzola